Benvenuti !

  

Mi chiamo Paolo Barsanti , sono nato a Genova nel settembre del 1949 .

 

Molti miei racconti sono stati inseriti in diverse collane e raccolte pubblicate in Italia e Spagna  e sono stati tutti premiati da concorsi letterari nazionali ed internazionali.

 

Alcuni racconti inseriti nelle Antologie " Voci Nostre" sono presenti nella Biblioteca Internazionale del Parlamento Europeo.

 

 Il mio primo volume  “ Racconti tra il cielo e la terra” è stato pubblicato nel 1992  (si trova in vendita su Amazon).

 

Il secondo volume di racconti, pubblicato nel 2011 da International Editions  P.M. di  Jamestown,  comprende racconti scritti tra il 1995 e il 2010.

 

Santa Carità  è il mio primo romanzo,  frutto della mia  fantasia ma basato su  riferimenti storici e temporali precisi.

 

Racconta una serie di indagini , svolte da un investigatore molto particolare, ambientate  nella Roma papalina dei primi anni del 1800.  Un avvincente intreccio di storie, intimamente legate  allo stile di vita e agli avvenimenti del tempo, a volte crude e cruente , ma dalle quali emergono tutti gli aspetti dell’animo umano sempre incredibilmente   attuali.

 

Nella sezione racconti potete leggere alcuni dei miei più recenti racconti.

 Nella sezione romanzi trovate il file (pdf) di Santa Carità e  il primo e il secondo capitolo del secondo romanzo "Cesare Naldi" nei formati pdf ed Epub .

 Per le novità andate nella Sezione Nuovi Racconti Inediti.

 

                                                             

     Sezione Nuovi Racconti Inediti:

 

    Speciale e grandiosa tombola di Natale  

    La Partita a Burraco 

    Il campo da bocce

    La scelta

  

    Sezione Racconti

    Autopsia a Ponterotto

    La cena del sindaco

    La busta

    Il compagno

    Una morte per caso

    Progresso Conservativo  ( lo trovate in fondo alla pagina corrente).

  

   

 Ringrazio i visitatori del mio sito che in questi mesi si sono collegati dalle seguenti nazioni :

 

 

  Europa: Romania,Grecia,Francia,Germania,Olanda,Austria,Italia. 

  Stati Uniti d'america: Texas, New Mexico, California, Dakota,Washington,Oregon,

  Kansans,New York,New Jersey,Virginia.

  Canada : Quebec 

  Messico: Yucatan

  India : Mumbai 

 Giappone : Tokyo

 Regno unito : Inghilterra 

Medio oriente: Emirati Arabi

 

 

 

 



 

     

 

 

 

 

 

 

 

 

Progresso Conservativo.

Progresso Conservativo. - P a o l o    B a r s a n t i

Progresso Conservativo.

 

 

 

Descrivere Dietroalmare è molto facile: un comune con annesse tre frazioni, abitanti 2478 denominati Dietroalmaresi, altezza sul livello del mare mt 388, superfice 12 Km quadrati.

Un posto come tanti là dove le colline non sono ancora montagne.

In paese si è svolta una serrata e agguerrita campagna elettorale per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale.

La lista civica “Progresso Conservativo” ha preso la maggioranza dei voti.

Dopo una lunga trattativa degli eletti, si è formata la giunta comunale e le deleghe ai vari consiglieri sono state attribuite assolutamente in merito alle loro competenze e abilità.

Il programma elettorale della lista civica presentava pochi ma importanti, se non fondamentali, punti: collegamento Internet veloce, un nuovo campo da calcio regolamentare, la ristrutturazione del centro per anziani, l’asfaltatura della piazza grande e vie limitrofe.

Per questo motivo, nel palazzo del comune, si sono riuniti i consiglieri di maggioranza per decidere come e quando realizzare le promesse.

Il vento caldo e umido, che da giorni flagella il paese, stasera sembra essersi intensificato, accompagnato da forti scrosci di pioggia, il maltempo non ha scoraggiato i partecipanti che sono tutti presenti nella sala del consiglio.

Prende, per primo, la parola, il sindaco Massimo Mendace (titolare del negozio di abbigliamento “ Moda Mendace” sito nel corso principale) con delega allo sport:

-          Assessori, concittadini, ma soprattutto cari, carissimi amici, le mie responsabilità verso la nostra comunità m’inducono a iniziare e portare velocemente a termine le promesse che avete … che abbiamo fatto agli elettori.

Segue un brusio di consenso e qualche scuotimento di capo in senso negativo.

-          Le finanze del nostro comune sono esigue e quindi dobbiamo dare delle priorità. Dobbiamo essere rapidi nelle decisioni, efficaci nell’attuarle e cristallini nella gestione dei soldi pubblici.

 

 L’agente della polizia locale, Giandomenico Limitato, detentore della delega alla nettezza urbana, ambiente e Istruzione, timidamente si rivolge al sindaco:

-          Capo, stamani sono andato alla chiusa in cima al paese, ha detto il capo che dovete fare qualcosa, è pericolosa.

-          Quante volte ti ho detto di non chiamarmi capo, chiamami sindaco o meglio signor sindaco. Poi chi è il capo che dice che la chiusa è pericolosa?

-          Dante Guidotti quello dei pompieri.

-          Vedremo! Domani farò un sopraluogo, adesso l’argomento non è all’ordine del giorno.

-          Capo… signor sindaco, il capo Guidotti dice che se piove ancora...

-          Ho detto ora no!  Andiamo con ordine, la parola al responsabile dei lavori pubblici.

 

Interviene Italo Molo (titolare del “Bar del Molo” in piazza grande) con delega ai lavori Pubblici e altre che nemmeno lui rammenta.

-          Indispensabile l’asfaltatura della piazza, oramai ridotta a un unico cratere. I pochi turisti, peraltro in leggero aumento rispetto allo scorso anno, arrivano in piazza e quello deve essere il nostro biglietto da visita. Una piazza bella e curata, le strade ben asfaltate sono la migliore accoglienza possibile.

 

Risponde il medico Giovanni  Diovede (Viabilità e Commercio):

-          Non sono d’accordo, indispensabile è pensare prima ai nostri concittadini e specialmente ai giovani, quindi il nuovo campo da calcio regolamentare deve avere la priorità su tutto.

Felice Romeo (proprietario dell’Hotel Posta) Cultura, Associazioni e Manifestazioni, aggiustandosi la pettinatura con le mani, apostrofa il medico:

-          Non condivido, pur ammettendo che il vecchio campo è obsoleto, ritengo assolutamente prioritario il collegamento Internet veloce. Comunicare significa progresso, significa turisti, significa benessere. La nostra lista “Progresso Conservativo” deve distinguersi per la coerenza di quanto promesso.

-          Internet veloce è un compito delle varie società telefoniche non certo il nostro.

Precisa il dottor Diovede, masticando rumorosamente una caramella.

 

Con il tono della voce basso ma fermo, quasi imperioso, forte del suo sangue nobile e dell’età vetusta, interviene il barone Santini Tardivi del Lago assessore esterno al Bilancio, Tributi, Servizi Sociali e Personale.

-          Devo ammettere che tutte le opere promesse sono importanti se non addirittura indispensabili, tuttavia… i soldi a disposizione sono pochi, molto pochi e quindi… l’opera meno onerosa è certamente la ristrutturazione del centro per gli anziani.

-          Sono contrario!

Quasi urla Felice Romeo, visibilmente contrariato.

-          Il centro per gli anziani esiste già!

Precisa il sindaco:

-          E’ in pessimo stato, i muri sono scrostati, pieni di umidità, il riscaldamento è insufficiente, gli infissi chiudono male e il pavimento è sconnesso.

Felice interviene di nuovo mentre si ammira nel piccolo specchio, che tiene sempre in tasca, consapevole di essere un bell’uomo:

-          Per quattro vecchietti, che lo frequentano, è anche troppo e poi non è certo un’opera atta allo sviluppo e il benessere della nostra comunità!

Il barone di rimando:

-          Non sono quattro ma molti di più e se l’ambiente fosse più confortevole e procurasse loro meno malanni, sicuramente gli utilizzatori del centro aumenterebbero di gran numero. Vi ricordo che questo è un paese di vecchi.

Sarcastico sentenzia Romeo:

-          Per forza, i giovani scappano e per trattenerli il primo passo è Internet.

-          Ho già detto che questo è compito delle società telefoniche.

Puntiglioso precisa il medico mentre succhia rumorosamente l’ennesima caramella. 

-          No! No caro dottore! Siamo troppo pochi perché qualcuno porti qui la fibra o altra diavoleria, dobbiamo essere noi come comunità a investire per avere il servizio. 

Italo, del bar Molo, mentre offre a tutti le lattine di birra che ha portato, cerca di placare gli animi.

-          Ammetto che, forse, più importante dell’asfaltatura della piazza è avere Internet veloce.

-          Certo! Per un’attività commerciale come la tua è molto vantaggiosa la fibra!

Insinua malizioso il medico.

L’albergatore stappa una lattina di birra e la offre alla professoressa Violante che rifiuta con un gesto della mano. Poi ci ripensa e guardando con occhi languidi Romeo, appoggia alle labbra la lattina con un gesto lascivo.

Giandomenico Limitato timidamente scarta un panino al salame e inizia a morderlo.

Il barista:

-          Nessuno pensa, che tenere in ordine il fondo stradale, significa meno incidenti e trasferimenti più rapidi e sicuri.

Visibilmente alterato Felice Romeo:

-          Trasferiamo chi? Da qui se ne vanno tutti se rimaniamo isolati telematicamente, di turisti poi non ne parliamo. Pensate se uno dice: ”Vado in vacanza a Dietroalmare”. La gente pensa che sia una spiaggia libera, forse nemmeno attrezzata. Se vogliamo migliorare, dobbiamo far conoscere questo posto per quel poco che può valere, il mezzo migliore e più veloce resta Internet.

Il sindaco sbuffa e batte il pugno sul tavolo ma piano, quasi timoroso.

-          Noto un atteggiamento disfattista nelle tue parole Felice. Noi dobbiamo essere propositivi e con i piedi per terra. I soldi sono pochi come giustamente ricorda il barone.

-          Allora, se sono pochi, spendiamoli bene!

Sentenzia il barista.

Fuori il vento infuria e, la pioggia battente frusta le vetrate, il rumore distrae per un attimo i partecipanti.

Il barone Santini Tardivi del Lago consultando la sua agenda piena di fogli e foglietti:

-          Il centro per gli anziani è al servizio dei nostri vecchi che, vi ricordo, sono quasi la maggioranza degli abitanti con avente diritto al voto.

Violante Greco, insegnante in pensione con delega alla Caccia e Pesca, che era rimasta in silenzio ma ben attenta a quanto si diceva, risponde:

-          Ha ragione il caro Italo a sostenere che l’asfaltatura della piazza e magari della via principale, è importante per dare maggior sicurezza ai concittadini e una migliore immagine della città. Così come ha ragione il dottore a volere un nuovo campo da calcio, ma vi ricordo che, come afferma anche Felice, questo è un paese di vecchi. Ne conosco pochi che giocano a pallone. Vi ricordo che gli elettori over sessanta sono di gran numero i maggiori e quindi concordo con chi ritiene la spesa, per la ristrutturazione del centro per anziani, sia la cosa meno onerosa e forse politicamente più importante. Tuttavia senza una comunicazione veloce non possiamo far conoscere e valorizzare il nostro paese, non possiamo creare nuovi posti di lavoro per trattenere i giovani e non possiamo progredire. Qualcuno ha portato dei preventivi di spesa per quelle che sono le opere in oggetto?

 

Tutti si guardano come se la cosa non dipendesse da loro poi, timidamente il sindaco, mentre accetta una caramella dal medico, risponde:

-          Mi sembrava prematuro, questa è ancora una riunione amichevole, propositiva e non decisionale.

 

Il vento e la pioggia adesso sembrano trasformarsi in un vero e proprio uragano, le imposte del palazzo iniziano a sbattere e si sente anche qualche tegola del tetto che tenta di sollevarsi, mentre un muro di acqua impedisce la visuale della piazza.

Il sindaco cerca di telefonare a Dante Guidotti, comandante dei vigili del fuoco e capo della protezione civile. La linea però è assente probabilmente a causa del maltempo.

-          Maledetti telefonini, aveva ragione Giovanni che dovrebbero essere le compagnie telefoniche a dare un servizio decente.

Italo Molo guardando fuori dalla finestra:

-           Spero che mia moglie abbia chiuso le imposte del bar.

Il medico interviene:

-          Il mio ambulatorio è a livello strada, temo si allaghi la sala d’aspetto.

Il sindaco con un sorriso amaro sulle labbra:

-          Speriamo non faccia danni gravi, altrimenti tutta la colpa ricadrà sulla nostra giunta.

Precisa la professoressa Greco.

-          Ci siamo appena insediati.

Di rimando il Mendace:

-          Sapete benissimo che la colpa è sempre di quelli che nel momento governano.

Felice Romeo:

-          Hai ragione sindaco, ma aspettiamo prima di preoccuparci, qui noi siamo al sicuro.

L’agente di polizia locale, Giandomenico Limitato, parlando con la bocca piena di pane e salame:

-          Magari ci hanno eletto perché noi ci preoccupassimo prima di quello che può avvenire.

Tutti guardano Giandomenico Limitato come avesse parlato un fantasma.

-          Allora sai parlare e raramente anche riflettere.

Lo sfotte Italo Molo.

-          Ha ragione il Limitato, è facile promettere quando si finge di ignorare che le casse del comune sono vuote da anni.

Risponde il barone Santini Tardivi del Lago.

Il medico, che cerca di telefonare inutilmente alla moglie, incalza:

-          Siamo isolati per un po’ di pioggia, pensare che, se funzionassero bene i telefoni, basterebbe un sms per avvisare tutti del pericolo, come succede nelle grandi città che diramano l’allerta meteo.  Tutta colpa delle compagnie telefoniche!

Il sindaco, mentre si sposta nella sala con lo smartphone in cerca di campo:

-          Anche se avessimo potuto diramare l’allerta meteo cosa cambiava?

Ironico Felice risponde:

-          Tutti sarebbero rimasti al riparo a casa propria.

Mendace scartando rumorosamente la caramella:

-          Vedi nessuno nella piazza? Sono tutti a casa, unici cretini siamo noi!

Il barone sarcastico.

-          Siamo vittime del nostro senso civico! Anche se incapaci di decidere cosa fare.

Il sindaco:

-          Sono decisioni che vanno condivise, ponderate e attentamente valutate.

-          Sentite il sindaco! Il vero politico tra tutti noi. Pronto sempre ad avere una scusa per la nostra incapacità.

-          Felice non essere disfattista.

-          Altrimenti cosa? Cosa mi fai? Mi ritiri la licenza dell’Hotel?  Come hai già minacciato di fare se non mi candidavo nella tua lista civica?

Italo Molo sibila:

-          Bastardo! Ha minacciato anche te, proprio come ha fatto con me.

Risponde Mendace:

-          Siete ingiusti! Ingrati! Io vi ho solo dato una possibilità, un’occasione importante per essere utili alla comunità.

Il barista:

-          Ha ricattato anche te barone?

-          Quasi.

Adesso il sindaco infuriato, con la bava alla bocca forse a causa della caramella:

-          Cosa? Tu, Santini Tardivi del Lago, barone della mia minchia, che ti sei giocato a carte anche il letto di tua madre, eri disperato e mi hai chiesto in ginocchio un lavoro!

-          Diciamo che ti faceva comodo, avere nel consiglio, uno che s’intende di cifre e di bilanci da ammorbidire.

-          Barone tu t’intendi di bilanci come quello scemo di Giandomenico conosce il codice della strada.

-          Allora perché lo hai nominato agente di polizia?

-          Meglio uno scemo ignorante che un saccente rompicoglioni, se facesse con serietà e intelligenza il suo mestiere sarebbero guai per tutti.

Interviene il Molo:

-          Sindaco onesto e politicamente corretto!

-          Tu mi dai addosso? Tu che il tuo bar è più lercio di una fogna, pieno di videogiochi illegali, se Giandomenico non fosse scemo, dovrebbe averti già fatto chiudere.

 

Giandomenico Limitato armeggia con il suo smartphone e sembra ignorare che si parli di lui.

Romeo mentre finisce di bere una birra:

-          Sembri un angelo mandato sulla terra! Guarda sindaco che non sei innocente, ma puzzi peggio di noi.

-          Il famoso albergatore ha parlato! Tu di puzzo te ne intendi, le camere del tuo albergo sono sporche e ammuffite. Vogliamo vedere quante ricevute fiscali hai fatto negli ultimi due anni? Se io puzzo tu fai schifo!

Il barone sempre più sarcastico:

-          Meno male che è solo una riunione tra amici e propositiva.

Il sindaco cercando di ricomporsi:

-          No! No caro il mio nobiluomo è solo una franca e aperta discussione in merito alle nostre divergenti vedute in materia.

L’albergatore, mentre si aggiusta il ciuffo sulla fronte, apostrofa l’agente di polizia:

-          Giandomenico hai sentito cosa dicono di te? Smettila di giocare con il telefonino, scommetto che non lo sai nemmeno usare.

Giandomenico sottovoce:

-          Sapessi almeno come si accende.

Il sindaco:

-          Ti ho fornito la tecnologia, con quel coso puoi controllare targhe, nomi, assicurazioni e dare contravvenzioni. Cerca di imparare a usarlo.

Sentenzia Violante Greco:

-          Perle ai porci! Comunque dobbiamo decidere quale promessa mantenere per prima.

-          Il barone si alza, chiude l’agenda piena di fogli che sembra consultare prima di ogni intervento.

-          Basta! Me ne vado, con voi non si può ragionare.

-          Vedi di non fare il cretino e siediti, ricorda che controlleremo i tuoi conti bene, molto bene.

-          Non ho paura di te caro sindaco.

-          Devi temere tutti noi!

-          Begli amici e che politici! E’ vero io sono stato un giocatore, peraltro sfortunato. Parlate voi? Un barista che è la prima volta in vent’anni non è ubriaco dopo le tre del pomeriggio, un albergatore che tradisce la moglie con tutte le donne con meno di novant’anni, una vecchia inacidita professoressa amante del guardia caccia e non parliamo del medico.

-          Che cosa hai da dire su di me? Sono un medico e ti ricordo che ti ho curato spesso gratis.

-          Vero! Mi hai curato spesso gratis, ma non sempre come avresti dovuto fare, perché medico dell’ASL. Non disprezzi certo tutte le mance in nero che ti danno i nostri amati concittadini per le tue diagnosi assurde.

-          Vorrai dire qualche piccolo riconoscimento e segno di gratitudine.

-          Se fosse così, ti dovrebbero sparare a vista! Sei solo un dispensatore di farmaci a caso, con attenta sensibilità verso le case farmaceutiche che sono più generose con te.

-          Vecchio rincoglionito, barone del mio …

-          Amici! Amici, ricordiamoci che siamo il consiglio comunale anche se riuniti in via ufficiosa e amichevole.

-          Sante parole sindaco! Ricorda a questi stronzi che non è vero che sono ubriaco prima delle tre del pomeriggio.

La Violante rossa in viso per la verità svelata del suo amore per il guardia caccia, che ha vent’anni meno di lei, moglie e tre figli, interviene:

-          Aggiorniamo la seduta, prepariamo dei preventivi e riuniamoci ancora.

-          Buona idea! Solo in forma amichevole, almeno fino a quando avremo deciso cosa fare.

Il medico che mangia rumorosamente l’ennesima caramella:

-          Dobbiamo fare in fretta! Non vorrei che i consiglieri di minoranza ci accusassero d’indolenza, poi è inutile rimandare è il campo di calcio la prima scelta.

-          Quasi mi dimenticavo che tuo figlio gioca a pallone e aspira a diventare professionista.

Il medico alzando il dito medio verso l’albergatore:

-          Pensa a te e la tua fogna di alberghetto, lo sa tua moglie che la camera migliore la usi con le tue amichette?

Il sindaco, che rinunciato a telefonare, guarda preoccupato fuori della finestra:

-          Smettetela! Peggio dei bambini, concordo che il campo da calcio è prioritario. Vi ricordo che il mio voto vale due.

-          Sì. Ma tu senza di noi non conti nulla! Comodo avere un nuovo campo, sai le magliette e i pantaloncini che venderai.

-          Sei una serpe Violante, una brutta serpe! Idiota io che ti ho voluta nella mia lista.

-          Idiota io che ho accettato! Una lista di onesti che si chiama “Progresso Conservativo” da non credere! Un manifesto elettorale ambiguo e contradditorio.

-          Non capisci nulla di politica, gli elettori vogliono tutto e nulla, desiderano progredire ma si spaventano delle novità.

Con la faccia che esprime solo delusione, risponde il barista:

-           Forse sono idioti gli elettori che ci hanno creduto.

Il barone che si è riseduto, stringe al petto l’agenda come fosse uno scudo, con tono fermo:

-          Onesti? Dove sono gli onesti? Un medico fannullone e incompetente che si preoccupa solo del campo di calcio per fare allenare il figlio. Un seguace di Ippocrate che ha voluto la delega al commercio per favorire la moglie che gestisce l’emporio e che teme la concorrenza di futuri supermercati.  Un barista ubriaco che desidera una piazza più bella per far sembrare migliore quella fogna del suo bar, che ha preteso la delega ai lavori pubblici perché il cugino è titolare dell’impresa edile e di asfaltatura. Un albergatore che invece di migliorare e abbellire la sua struttura spera che con un servizio Internet più veloce possa ingannare, con qualche foto fatta ad arte, turisti stranieri.                 Una vecchia zitella, ammalata di sesso, che ha voluto la delega alla caccia e pesca per favorire il suo Toy boy. Infine un ingenuo deficiente che forse sa leggere, ma certamente non scrivere, eletto agente di polizia locale, addirittura delegato all’istruzione, responsabile della nettezza urbana, solo perché, la raccolta dei rifiuti è gestita dall’azienda del cognato del sindaco.  Poi un vecchio rincoglionito come sono io, che si è giocato il patrimonio di famiglia con carte e puttane, adesso fa comodo perché per due spiccioli è disposto a firmare qualunque bilancio, inimicarsi la popolazione come responsabile dei tributi, far finta che esistano i servizi sociali e avvallare l’assunzione di comodo di qualche parente o amico.

 

Improvvisamente il vento e la pioggia si sono calmati e nella sala cade un silenzio pesante, nessuno sembra voler o saper rispondere alla feroce ma vera, analisi del barone.

Squilla inatteso il cellulare del sindaco e sembra che quel suono terrorizzi tutti.

Mendace risponde:

-          - Ciao Dante, il mal tempo ha provocato problemi? Sì? No! Cavolo. Non è possibile, assurdo … incredibile. Un disastro! Grazie, intervengo subito. Ciao.

Tutti guardano il sindaco in attesa delle notizie avute da Dante Guidotti capo della protezione civile.

Massimo Mendace si copre il volto con le mani e scuote il capo in segno di disperazione.

La professoressa Violante stringendo il braccio di Felice Romeo strilla:

-          Cosa? Che cosa è successo di tanto terribile?

Il barista:

-          La chiusa ha ceduto? Il paese è allagato?

 Giandomenico, pulendo la divisa dalle briciole e calzando il cappello di ordinanza, domanda:

-          Dove? Dove devo andare capo?

Il sindaco sussurra:

-          La chiusa ha tenuto bene, ma la mia vetrina, quella grande, distrutta! Un cartello stradale strappato dal vento ha infranto tutta la vetrata. Era nuova, appena pagata.

Ancora la professoressa con gli occhi lucidi:

-          Vittime?

Anche il medico, visibilmente preoccupato:

-          Il mio ambulatorio ha subito danni?

Qualcuno urla:

-          Non piove più, torniamo a casa.

Velocemente i partecipanti alla riunione, amichevole e propositiva, escono dalla sala stringendosi la mano, qualcuno si abbraccia e tutti baciano sulle guance la professoressa Greco.

 

Il sindaco resta seduto al suo posto, sorride amaro, guarda fuori e pensa alla vetrina che forse l’assicurazione ripagherà almeno in parte. Pensa soddisfatto che un consiglio così unito e omogeneo porterà sicuramente Progresso Conservativo per la loro piccola comunità.


 

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Nuovo romanzo

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Primo Romanzo

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Secondo libro di racconti.

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Primo libro di racconti